italisht

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Ky leksion është përgatitur nga dëshira e mirë e autorit për të ndihmuar italishtfolësit për të mësuar gjuhën shqipe , por mund të përmbajë gabime.
Jeni të lutur që të më korigjoni ose të sygjeroni ndonjë gjë të cilën mund ta kem gabim ose mund ta kem harruar.

Questa lezione è stata preparata per aiutare coloro che parlano l’italiano e vogliono imparare la lingua albanese, ma può contenere errori e innesatezze.
Siete pregati di correggermi e/o suggerirmi se per caso ho fato qualche errore e/o dimenticato qualcosa.

 

Trajta e shquar- determinatvo

    Numri njëjës   Singolare
Numri shumës  Plurale
           burri - l’ uomo
         burra - uomini
          shteti - lo stato
        shtete - i stati
     makina - la macchina
        makina - le macchine
       shkolla -la scuola
        shkolla - le scuole
infermierja - l’ infermiera
 infermiere - le infermiere


Numri njëjës - Singolare
Numri shumës - Plurale
Emrore, kush? cili? cila?

Nominativo, chi? che cosa?

(M)  libri - il libro

(F) vajza - la ragazza

librat - i libri

vajzat - le ragazze

Gjinore, i,e kujt? i cilit?

Genitivo, di chi? di che cosa

i/e librit - (di+il) del libro

i/e vajzës - (di+la)della ragazza

i/e librave -(di+i) dei libri

i/e vajzave- (di+le) delle ragazze

Dhanore, kujt/cilit (i dhe/i bëre)?

Dativo,a chi/a che cosa (hai dato/fato)?

librit - al libro

vajzës - alla ragazza

librave - ai libri

vajzave - alle ragazze

Kallzore, kë? cilin? cilën?

A?! quale? su che cosa hai agito?

librin - al/il/ libro

vajzën - la/alla ragazza

librat - i libri

vajzat - le ragazze

Rrjedhore, prej kujt? prej cilit?

B?! da chi? da che cosa?

prej  librit - dal’ libro

prej  vajzës - dalla ragazza

prej librave - (da+i)dai libri

prej vajzave -(da+le)dalle ragazze

                                              Trajta e pashquar- indeterminatvo

    Numri njëjës   Singolare
Numri shumës  Plurale
          një burrë - un uomo
         disa burra - alcunuomini
          një shtet - uno stato
        disa shtete - alcuni stati
      një makinë - una macchina
       disa makina - alcune macchine
       një shkollë -una scuola
        disa shkolla - alcune scuole
një infermiere - un’ infermiera
 disa infermiere - alcune infermiere

                       

Numri njëjës - Singolare
Numri shumës - Plurale
Emrore, kush? cili? cila?

Nominativo,  chi? che cosa?

(M) një libër - un libro

(F) një vajzë - una ragazza

disa libra - alcuni/certi libri

disa vajza - alcune/certe ragazze

Gjinore, i,e kujt? i cilit?

Genitivo, di chi? di che cosa

i një libri - di un libro

e një vajze - di una ragazza

të librave -di alcuni/certi libri

të vajzave- di alcune ragazze

Dhanore, kujt/cilit (i dhe/i bëre)?

Dativo,a chi/a che cosa (hai dato/fato)?

një libri - a un libro

një vajze - a una ragazza

librave - alcuni libri

vajzave - ragazze

Kallzore, kë? cilin? cilën?

A?!  quale? su che cosa hai agito?

një libër - un libro

një vajzë - una ragazza

libra - libri

vajza- ragazze

Rrjedhore, prej kujt? prej cilit? 

B?!  da chi? da che cosa?

prej një libri - da un libro

prej një vajze - da una ragazza

prej librave - da alcuni lbri

prej vajzave - da alcune ragazze

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Lettera al Presidente Berlusconi.

Qualche giorno fa l’obelisco di Axum è stato ricollocato al suo posto, accanto alla stele gemella, nell’antica città dell’Africa orientale.
Il tempismo di questo evento, che ha rinnovato l’amicizia tra Roma e Addis Abeba, prende un valore storico perché segue un altro altrettanto storico appuntamento tra il rappresentante di un paese ex colonialista e la sua ex colonia.
No, non parlo solo per la Venere di Cirene che torna a casa, sulle coste libiche. La vostra visita , che pone fine al contenzioso tra Italia e Libia, si inserisce nel contesto di riconciliazione che ha visto anche lo stanziamento da parte italiana di 5 miliardi di dollari in 20 anni per il risarcimento del colonialismo in Libia, è molto di più.
Oltre il valore storico, oltre ai  rapporti di buon vicinato, oltre agli interessi economici e politici  che può aver avuto l’Italia, l’offerta ai libici è stata abbastanza generosa: l’autostrada, le borse di studio, le pensioni per i mutilati, le forniture per i pattugliamenti delle coste libiche, le attrezzature satellitari per il controllo della frontiera  e il ritorno del reperto archeologico sono doni ai quali e difficile dire di no.

Rispetto e onore a Lei, al governo e ai politici italiani che prendono il coraggio di chiedere scusa per gli errori del passato e cercano di vivere in un mondo migliore.
Mentre scrivo queste righe di elogio per Lei e la politica italiana, mi sento dispiaciuto per la povera Albania…
Cosi povera che, se gli italiani avessero preso qualche reperto archeologico anche da noi, senz altro Lei, presidente Berlusconi, si sarebbe ricordato anche della povera Albania.
No, non odio di più Enver Hoxha perché non ha lanciato anche lui un paio di missili verso le coste italiane… forse oggi, anche tra Albania e Italia si sarebbe stabilito un rapporto di buon vicinato di tale portata.
Naturalmente che considero ingiusto che i pescatori e i turisti albanesi non possono avere neanche una scialuppa, per rispettare la legge che il governo albanese ha firmato con il governo italiano nel quadro della lotta contro l’emigrazione clandestina e ai traffici di droga… se il governo non avesse accettato, forse un maggior interesse sarebbe espresso anche verso l’Albania.
No Sig. Berlusconi, quel che scrivevo qui sopra era solo ragionamento da povero contadino del mondo. Sono orgoglioso che l’Albania non è stata mai una fonte di pericolo per l’Italia, che non avete niente da ridarci (anche quando quello che ci date consiste in “binari di legno” per ammodernamento della ferrovia albanese) e lo stesso appoggio va anche la legge per la limitazione marittima per tagliare le gambe ai traffici vari.
Volevo solo ricordarvi sig. Berlusconi, che una ferita dell’ Italia colonialista in Albania e ancora aperta.
Forse avete dimenticato signor Presidente, ma la Grecia democratica, membro della Nato e la Comunità Europea, ancora oggi non cancella la legge di guerra con l’Albania. E questo per il semplice fatto che all’epoca della guerra italo-greca, l’Albania era una vostra colonia.
Abbia coraggio signor presidente!
Il mio non è un grido di guerra contro la Grecia, è solo un modo per invitarvi a fare anche verso l’Albania un minimo passo di civiltà.

Se è vero che non potete farvi seguire anche dagli inglesi e dai francesi in questo passo verso la riconciliazione con il passato colonialista, è altrettanto vero che nelle sedi opportune potete alzare la vostra voce contro questa ingiustizia che ancora oggi il popolo albanese deve subire dai tempi bui dell’epoca colonialista.
Grazie Sig. Presidente

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